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lì dove il tempo si è fermato

Le chiese

La chiesa dei Santi Martino e Barnaba

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La chiesa dei SS Martino e Barnaba Della chiesa di San Martino e Barnaba, situata in mezzo al paese, si hanno le prime notizie certe nel 1569 durante la visita di un prevosto, incaricato di visitare Monteviasco da San Carlo Borromeo allora Arcivescovo di Milano. Agli occhi del visitatore la chiesa si presentava allora poco più grande di una cappella, con il pavimento in legno, ricoperta da un tetto in piode, ma ben affrescata con rappresentazioni dei quattro Apostoli, alcuni Santi, la Beata Vergine con il Figlio in grembo Dio Padre e altri affreschi minori. Davanti alla chiesa vi era un piccolo cimitero non cintato come era in uso a quei tempi. Il tutto era però in cattivo stato di conservazione e per questo fu ordinato al parroco di provvedere affinché fosse sistemata. In occasione delle due viste di San Carlo Borromeo nel 1574 e nel 1581 la situazione seppur migliorata non è cambiata di molto. Affinché la situazione cominci a cambiare bisogna però attendere ancora un secolo, precisamente nel 1683, quando durante una visita pastorale, il Cardinal Federico Visconti, visto l’aspro cammino e la distanza da Curiglia, concede a Monteviasco la possibilità di avere un proprio curato. Nel 1748 una successiva visita cardinalizia descrive una chiesa più somigliante a quella attuale, anche nelle dimensioni, con antistante un portico che la collega alla casa parrocchiale e una torre campanaria con due campane. Verso la fine dell’ottocento le campane diventarono cinque, fino al 1944 anno in cui furono requisite per essere fuse e bisognerà aspettare fino al 1959 affinche si possa risentire l’argentino suono. Altre visite pastorali da ricordare sono quelle fatte dal Cardinal Schuster nel 1958 e del futuro Papa Paolo VI all’epoca in cui fu Arcivescovo di Milano. A proposito di quella visita, nonchè della fede e dell’attaccamento degli abitanti alla propria chiesa, è significativo il seguente aneddoto raccontato da Jean Guitton nel suo libro: “Dialoghi con Papa Paolo VI”. Dice il Papa: “Le racconterò un fatto di cronaca perché so che le piacciono. Quando ero a Milano, c’era un paesino di montagna dove si arrivava difficilmente (niente strade, neanche una mulattiera): Bisognava andarci a piedi. Ci sono andato. Era un paese molto povero. Leggevo sui visi sfiducia . Credevano che l’arcivescovo volesse portare via il loro parroco. Prima di partire chiesi a qualcuno: cosa vi serva, di che cosa avete più bisogno? Gran silenzio. Quello che ci servirebbe, disse uno, è un forno, perché non abbiamo il forno per cuocere il pane. Feci avere loro il denaro per costruire il forno. La fine della storia è anche più strana: prova come siano poco materialisti i cristiani e, tra parentesi, che una vita semplice, vuota e povera eleva lo spirito. Avevo dimenticato quelle persone e il loro forno. Poi ebbi occasione di chiedere se lo avessero costruito. Sa cosa avevano fatto? Poiché la campana del loro paese era stata portata via nel 1944, avevano comprato una campana. Il campanile oggi ha cinque campane e, restaurato da poco, scandisce con i suoi rintocchi il gioioso passare del tempo. Attualmente la chiesa si compone di un’unica navata con un ampio presbiterio rettangolare, e di due cappelle; quella di destra dedicata alla Madonna del Rosario e quella di sinistra intitolata a San Martino. Alla sinistra dell’altare sospeso a mezz’aria è ben visibile il pulpito dal quale il parroco era solito fare la predica nei giorni di festa. Recentemente sono stati eseguiti dei lavori di restauro che ci permettono di apprezzare ancora meglio l’interno di questa chiesa, che nella propria semplicità, rimane comunque qualcosa di unico.


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Il Santuario della Madonna della Serta

chiesa-madonna-della-sertaLa tradizione dice che nel 1712 durante un furioso litigio tra due fratelli Ranzoni per questioni di eredità, uno ferì l’altro con il falcetto ad una gamba. La ferita, già grave, andò velocemente infettandosi anche per l’inadeguatezza delle cure del tempo. Giovanni, questo era il nome del ferito, sapendo che gli rimanevano poche speranze, fece Voto alla Madonna del Rosario che, nel caso in cui fosse guarito, avrebbe eretto una cappella in Suo onore. Venne quindi costruito un tabernacolo con affrescata la madonna del Rosario che regge il Bambin Gesù. Nel 1790 Luigi Morandi, paralitico dalla nascita, addormentatosi nei pressi della cappella all’età di 15 anni vide in sogno la Madonna staccarsi dal muro avvicinarglisi. Preso da uno sconosciuto timore si alzò e si mise a correre verso il paese. La tradizione orale ne ha tramandato il ricordo assieme all’ex-voto che è conservato nella chiesa, assieme a quello di Maurizio Ranzoni detto il Cesare, che il 28 marzo 1869 travolto,all’età di dodici anni da una slavina si sentì sollevato da due forti braccia e salvato. Nel 1890 il popolo devoto vuole che la sua Madonna abbia una cornice più degna. Si costruisce così per iniziativa del Vicario Giovanni Masciardi e del parroco Ernesto Redaelli un edificio a pianta ottagonale con cupola in zinco e ampie finestre. Per arrivare alla costruzione attuale bisogna attendere il 1933 quando il santuario viene rifatto, su progetto del prevosto don Melesi, con il concorso di tutto il popolo montino. Oggi il Santuario è una costruzione a croce greca e vi è ancora ben conservato, riportato all’antico splendore da un recente restauro, l’affresco raffigurante la Madonna della Serta. Il Santuario, situato proprio alla fine della scalinata che porta a Monteviasco, all’esterno su di una targa di marmo porta incise le seguenti parole: “Benvenuto o passeger: sosta e riposa. Il monte rasserena e disacerba ogni segreta pena. Sosta per mormorar l’Ave Maria. Ti sembrerà così desser bambino, e sentirai la mamma a te vicino. Riposa e offri qui la tua fatica ch’è la croce dei poveri amica. Quando riprenderai la lunga via avrai con te la mamma tua Maria. Madre mia, fiducia mia. 24 Maggio 1959 – Consacrazione Parrocchia al S. Cuore di Maria Parole che ci invitano a riflettere, dandoci la possibilità di riscoprire cose e valori che la fretta di tutti i giorni non ci permette più di vedere. Ogni anno l’ultima domenica di Maggio viene celebrata la festa in onore della Madonna della Serta.